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NERONE

Libretto di Giovanni Targioni-Tozetti
dalla commedia di Pietro Cossa

Musica di
Pietro Mascagni



ÈGLOGE

Danzo notte e dì...
Rapido è il mio piè...
Arde il fuoco in me...
Sempre lieta son...
Io non so il dolor...
O mio sogno d'or...
Come una rondine son...
Niun può arrestare il mio vol...
Non ha confini il mio ciel...
Danzo baciata dal sol...
son come l'alba d'april...
Amo il profumo dei fior...
Cerco la luce e il calor...
Ridon le Càriti a me!
Danzo... danzo... danzo...
Ma a poco a poco il ritmo
Si fa più lento...
E beata m'addormento!


NERONE

È una festa di voli: già le garrule
Rondini han fatto il nido: all'aria tepida,
Tra i fiori, al sole, la tua grazia effondesi,
Pallida Venere!

ÈGLOGE

Com'è bello l'amor! Che nuove e tenere
Cose sai dire... Ancora, ancora, ancora parlami...
La tua voce m'esalta... Ancor ripetimi
Che m'ami... baciami!...
...O s'acqueta il mio volo! La tua piccola
Rondine cerca un nido... O divo, prendimi...
Son tua per sempre... tua col cuore e l'anima,
Pallida Venere!

NERONE

Ah, tutta la mia gloria,
Tutte le mie corone,
Se potessi eternare
Quest'ora
Sublime
D'amore!

ÈGLOGE

Amore!

ÈGLOGE e NERONE

Amor!


NERONE

...Eccomi solo! Oh! tenebrosa notte!...

(Lontano rumore di temporale)

Questo silenzio m'empie di paura...

(guardando con angoscia il cadavere di Ègloge)

Tu dormi intanto sopra il tuo guanciale,
O misera fanciulla, ed il tuo sonno
È lungo, tristo, senza visïoni.
Sonno fatal che non aspetta l'alba!...

(Il temporale si fa sempre più vicino)

Eppure sei bella ancora, e mi sorridi...
Brami, o diletta, ch'io pur teco dorma?
La tua bellezza m'affanna... Ch'io copra
Il tuo sorriso...

(ricopre col suo manto il corpo di Ègloge) (con grande scoraggiamento)

...Ed io son solo... Non torna nessuno...
Nessuno... M'hanno tutti abbandonato...

ATTE (che ha ascoltato le ultime parole di Nerone, entrando)

Io no!

NERONE (con grande ira)

Sei tu, perversa!... T'allontana,
Implacabile donna!... A goder vieni
Della sventura mia?

ATTE

Vengo a salvarti!

NERONE

A salvarmi... Tu menti!

ATTE

Io dico il vero!...

NERONE

Ma tu potrai ridarmi
L'impero?...

(supplichevole)

Dimmi... dimmi... Ai piedi tuoi
Mi prostrerò...

ATTE

L'impero è morto!

NERONE

E quale
Salute m'offri?

ATTE (mostrandogli un'ampolla)

Questa.

NERONE (con violenza)

Che?... Un veleno...
Infame!... E non è quello
Che adoperava il tuo perfido ingegno
Contro la poveretta che là giace
Senza vita?

ATTE (freddamente)

Rammenta un'altra notte...
Un giovinetto ti scherzava intorno:
Sorridendo porgesti a lui la tazza...
Egli bevve e spirò... Era Britannico...
La tazza racchiudea veleno... questo.

(alzando l'ampolla)

NERONE

Maledetta! Allontana dal mio sguardo
Quella truce bevanda... io la rifiuto...
Chiamami pur codardo,

(con grande respiro)

Ma ho trent'anni,
La vita m'innamora, voglio vivere!...
Tutto perduto ancor non è... Malvagia,
Non venire a rubarmi ogni speranza!

ATTE (desolata)

Perchè m'innamorai d'un uomo tanto
Crudele e vil?... Qual premio otteni, dimmi,
Per il mio affetto?... Ebbi ripulse atroci,
Ma pur t'amai!

(Nerone tenta di allontanarsi; Atte lo ferma col gesto)

Nerone, ascolta... Io sola, non veduta,
D'armati e di salvezza circondai
Le lunghe fughe notturne, allontanando
Da te l'agguato!
Io sola vigilai che dalle trame,
Che accerchiano la casa dei tiranni,
Non uscisse il pugnal della vendetta
A trucidarti!
Io sola, ora son qui per liberarti
Da un'infame agonia... e mi disprezzi!...
Ma il tuo disprezzo non è sol martirio
D'un core amante!
In quest'ora, da te, dalle tue colpe
Voluta, io, madre d'un tuo figlio, t'offro
Il modo di morir romanamente...
E mi respingi!
Fiinir vuoi dunque, o sciagurato, come
Un traditore, fra gl'insulti osceni
Della plebaglia?... Vuoi così morire,
O Imperatore?

NERONE (con terrore, slanciandosi verso Atte)

Taci... taci... no! Dammi quel veleno!

(fermandosi di colpo)

Giunge qualcuno!...

NERONE (a Epafrodito)

Parla...

EPAFRODITO

Ahimè gli amici
Fuggono e maledicono il tuo nome.

NERONE

I rinnegati!

(a Faonte)

E Vinicio?

FAONTE

Con pochi
Pretoriani a te fidi si opponeva
Al furor della plebe... Soverchiato
Dal numero, cedeva... Ampia è la strage...
vidi tra i caduti...

NERONE

Chi?

FAONTE

Babilio.

NERONE (spaventato)

Morto!... Bisogna ormai ch'io fugga...
È giunta l'ora mia.

(Lampi e tuoni; comincia a piovere)

FAONTE (a Nerone)

Vieni... Il buio e la tempesta
Aiuteran la fuga... Io t'offro intanto
Una capanna sulla via Salaria...

NERONE (affranto)

Andiamo, precedetemi... Tu pure,
Atte, mi segui?

ATTE

T'amo... e non ti lascio!

NERONE (prende la cetra e toglie il manto che ricopre il corpo d'Ègloge guardando commosso il cadavere)

O te beata nella tua miseria...
O te beata... almeno tu rimani
Nella casa di Cesare!

(Atte, Faonte ed Epafrodito sospingono Nerone. Tutti fuggono nella profonda oscurità della notte procellosa - Un fulmine scoppia con grande fragore).

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