LA S. A. "APRILIA FILM" PRESENTA
REGINA DELLA SCALA
con MARGHERITA CAROSIO
NIVES POLI GIUSEPPE ADDOBBATI MARIO FERRARI OLIVIA
FRIED
BIANCA STAGNO BELLINCIONI GIOVANNI CIMARA il Tenore GALLIANO
MASINI
S. E. PIETRO MASCAGNI
L'ORCHESTRA IL CORPO DI BALLO E I CORI DEL TEATRO ALLA SCALA DI MILANO
Regìa di GUIDO SALVINI e CAMILLO MASTROCINQUE
Direzione musicale del M.° ANTONIO VERETTI Direttore
d'orchestra M.° FRANCO GHIONE
Direttore di Produzione: ALFREDO GUARINI
Le più belle musiche di Salieri Pergolesi Rossini
Donizetti Verdi
Puccini Mascagni Veretti nel più bel film musicale del mondo
Messinscena del Teatro alla Scala Costumi di Caramba, Titina
Rota, Aldo Calvo, Casa d'Arte di Roma e Sartoria della Scala
Architetto Virgilio Marchi
REGISTRAZIONE SONORA WESTERN ELECTRIC STABILIMENTI DI TIRRENIA
LA TRAMA. La lezione di ballo alla Scuola del Teatro alla Scala di
Milano, è terminata. La prima ballerina Luzìa accompagna il maestro
sostituto Guido Vernieri fin sulla soglia del palcoscenico dove il
giovane è attratto dalla musica della "Fanciulla del
West". Allontanato bruscamente dal direttore di scena, egli sfoga
il suo malumore con un collega già illustre, il Maestro Ponti, il
quale benevolmente si informa di "Regina della Scala",
l'opera che Vernieri sta componendo, ispirandosi alla leggenda della
fondazione del teatro. Ad una festa di beneficenza nel salone di un
Grand Hotel, dove ha accompagnato al piano la Luzìa e il Corpo di
Ballo della Scala, Guido conosce una danzatrice di varietà, Olivia
Ferry, che incapricciatasi di lui, gli offre di seguirla in una
tournée all'estero. Ma, sedotto dalla sua voce meravigliosa, egli si
innamora invece di Marta Bianchi, l'allieva prediletta del Maestro
Ponti, corteggiatissima dal celebre editore musicale Moriani. Invitata
da questi a servirsi della sua automobile per tornare a casa Marta
rifiuta. Essa preferisce il modesto autobus dei suoi compagni, e
durante il tragitto Guido le rivela la profonda impressione da lei
suscitata nel suo animo.
Dopo qualche tempo ritroviamo Marta a casa sua mentre Guido viene ad
annunziarle di aver finito la partitura della sua opera. Marta gli
consiglia di rivolgersi a Moriani per farla pubblicare e Guido le
promette - sebbene a malincuore - di telefonargli, geloso com'è
dell'editore che anche quel giorno le ha mandato un magnifico mazzo di
fiori; quindi va alla prova di ballo che si svolge in palcoscenico
sotto la sorveglianza della Luzìa. Ad un tratto un usciere viene ad
annunziargli che una signora chiede di lui: nell'anticamera c'è
Olivia, venuta a reclamare un tango, ch'egli aveva promesso di
scrivere per lei, ed a rimproverarlo perchè la trascura e perchè non
si lascia convincere a seguirla in tournée all'estero. Ma Guido,
richiamato in palcoscenico, la lascia con una vaga promessa di andarla
a trovare al Petit Trianon. Mentre Olivia esce, Marta entra per
recarsi in Direzione dove è stata improvvisamente chiamata. Le due
donne si guardano curiosamente. Quindi Marta, appreso che debutterà
nella parte di Egloge nel "Nerone", va in sala di prova da
Ponti per ringraziarlo del suo appoggio e della sua fede in lei. Dopo
la brillantissima prova generale del "Nerone" tutti gli
amici di Marta si radunano in casa di Luzìa per festeggiare
l'avvenimento. Anche Guido annunzia in questa occasione dì aver
consegnato la sua opera all'editore e tutti si congratulano con lui,
mentre Marta dichiara che sarà lei la interprete di "Regina della
Scala". Prendendo lo spunto da una frase di Ponti, Marta canta
ora scherzando "Una voce poco fa..." e Guido l'accompagna al
pianoforte. Luzìa, guardando, comprende i sentimenti dei due
innamorati e di questa rivelazione ha conferma poco dopo quando,
trovandosi per caso presso la finestra, scorge proiettate sul muro del
cortile le ombre di Marta e di Guido che si baciano. Il giorno dopo
Guido, si reca da Moriani per avere una risposta circa la
pubblicazione della sua opera, e Moriani gliela rifiuta, con molta
gentilezza, ma nettamente. A questo colpo si aggiunge una telefonata
di Marta, alla quale Moriani, fra mille complimenti, promette di
accompagnarla alla prima del "Nerone" la sera
stessa. Addolorato e ingelosito, Guido esce bruscamente dallo studio
dell'editore e va da Marta cha non trova a casa. Sempre più irritato,
Guido si reca alla Scala e in una delle automobili che sfilano sotto
il portico del teatro, vede Marta in conversazione con
Moriani. Allora, invece di andare a prendere il suo posto alla Scala,
Guido va al Petit Trianon e mentre alla Scala sotto la direzione di
Mascagni, si svolge la rappresentazione del "Nerone", egli
assiste alla Carioca, danzata da Olivia e da due negri, nell'equivoco
ambiente del caffè concerto. Intanto alla Scala la sua assenza viene
notata; fortunatamente Ponti va a prendere il suo posto, avendo saputo
che egli non è in teatro, e dopo la rappresentazione, quando va a
congratularsi con Marta per il suo successo, trovandola addolorata per
l'assenza di Guido, cerca di farle coraggio, ricordandole che per il
momento essa deve pensare soltanto alla sua arte, al pubblico che
l'ammira ed alla critica. Guido invece in quello stesso istante entra
nel camerino di Olivia, alla quale comunica la sua decisione di
rinunziare alla vecchia vita. Felice dell'insperata conquista, Olìvia
fa subito brillanti progetti di futura collaborazione... Il giorno
dopo Guido Vernieri va dal Maestro Ponti al Museo della Scala, per
salutarlo prima di partire; ma Ponti lo richiama al suo dovere,
additandogli altri esempi di lotte e sacrifìci nella storia della
Scala, a cominciare dal Piermarini e dal Salieri. Due manichini,
esposti nel Museo, si animano e diventano davvero due cavalieri del
settecento. Appare Madame Chautemps, famosa cantante dell'epoca, che
invitata dall' Intendente Trotti viene ad inaugurare la Scala nel
1778. La smorfiosa cantante ha però ormai perduta la voce e la
Commissione nominata per verificare l'acustica del teatro, non riesce
neanche a sentire i suoi gorgheggi. La colpa viene naturalmente
attribuita all'architetto e l'intendente dispone la sospensione dei
lavori. Costernato e addolorato, il Piermarini conduce l'amico Salieri
nel suo studio e gli mostra i disegni e i calcoli, secondo i quali non
può avere sbagliato la costruzione. I due decidono di tornare in
teatro per vedere se qualche impalcatura o qualche tenda può avere
impedito l'espandersi del suono, e con viva sorpresa scorgono sul
palcoscenico una fanciulla, che ha il viso di Marta Bianchi, mentre
canta al cembalo con voce purissima la romanza del Salieri. È
un'allieva della scuola che ama il Piermarini e vorrebbe aiutarlo
dimostrando la perfetta acustica del teatro. Ed è poi la stessa
fanciulla che interpreta la parte di "Europa Riconosciuta"
nell'opera del Salieri, che inaugura la Scala. Ritroviamo ora Ponti e
Guido fra le quinte del palcosceniso, che si avviano verso il
ballatoio dal quale Guido deve dare il riporto di battuta alle trombe
dell' "Otello" durante la prova generale. Per far presto,
prendono il montacarichi delle scene, e, mentresalgono, Ponti indica a
Guido i cartelli delle opere, ognuna delle quali è stata una
battaglia, specie quelle verdiane che rappresentano le grandi prove
del genio al servizio dell'idea patriottica. Sulla tempesta
dell' "Otello" nasce così un'altra rievocazione storica: ecco
il caffè Martini, dove Verdi, Gagliani, Ricordi e la cantante Marini
(che ha anche essa il viso di Marta) si ritrovano dopo il fiasco di
"Un giorno di Regno" e dove Verdi, scoraggiato e triste,
viene incitato a rimettersi al lavoro per la causa santa
dell'indipendenza italiana. Ecco il Governatore di Milano, durante un
ballo nel suo fastoso palazzo, mentre irride ai patrioti ed al
melodramma italiano: ecco il complotto ordito dalla prima ballerina
dell'epoca (che ha il viso di Luzìa) e da Gagliani, i quali
approfittando di un veglione dato dallo stesso Governatore in onore
del Corpo di Ballo, improvvisano alla Scala una dimostrazione
patriottica, lanciando coccarde tricolori al pubblico che sorge
esultante in piedi, cantando il coro del "Nabucco" intonato
dalla stessa Marini dall'alto della galleria. Guido, conquistato dalle
parole di Ponti, apre, come per liberarsi dal suo smarrimento, una
finestra che dà in piaza della Scala. Il sole invernale di Milano
investe il suo viso agitato mentre Ponti gli parla della bontà di
Marta, delle lotte che ha dovuto sostenere nella sua vita, del dolore
che egli le ha causato. Scendono ora in uno dei palchi della sala
vuota e assistono muti al duetto d'amore di Otello e Desdemona la cui
parte è sostenuta da Marta; Guido è profondamente commosso, e Ponti si
reca nel camerino di Marta, che ansiosamente gli chiede notizie di
lui. Spiegato l'equivoco in cui il giovane è caduto, Ponti può
finalmente confortare Marta, assicurandola che Guido tornerà a
lei. Infatti, Guido riprende la sua vecchia vita e torna più sollevalo
alla quotidiana lezione di ballo. Ma scendendo le scale con Luzìa ode
improvvisamente la sua musica che giunge dalla sala di audizione;
entra e scorge Marta che, accompagnata da Ponti, canta la romanza
della sua opera "Regina della Scala" dinanzi al Direttore
del Teatro. Luzìa comprende che ogni speranza di conquistare l'amore
di Guido è ormai perduta per lei perchè egli ha ritrovato la sua arte
e la sua donna. Nella sala di audizione, intanto, il canto è cessato
e, mentre il Direttore ringrazia Ponti per avergli segnalato l'opera,
Marta corre incontro a Guido e i due innamorati si abbracciano,
riconciliati, nella gioia dell'amore e nella gloria dell'arte.