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Pictures from Regina della Scala
Mascagni Conducts Nerone
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Regina della Scala

by [unknown], 1937


LA S. A. "APRILIA FILM" PRESENTA

REGINA DELLA SCALA

con MARGHERITA CAROSIO

NIVES POLI • GIUSEPPE ADDOBBATI • MARIO FERRARI • OLIVIA FRIED
BIANCA STAGNO BELLINCIONI • GIOVANNI CIMARA • il Tenore GALLIANO MASINI

S. E. PIETRO MASCAGNI

L'ORCHESTRA IL CORPO DI BALLO E I CORI DEL TEATRO ALLA SCALA DI MILANO

Regìa di GUIDO SALVINI e CAMILLO MASTROCINQUE

Direzione musicale del M.° ANTONIO VERETTI • Direttore d'orchestra M.° FRANCO GHIONE
Direttore di Produzione: ALFREDO GUARINI

Le più belle musiche di Salieri • Pergolesi • Rossini • Donizetti • Verdi
Puccini • Mascagni • Veretti nel più bel film musicale del mondo

Messinscena del Teatro alla Scala • Costumi di Caramba, Titina Rota, Aldo Calvo, Casa d'Arte di Roma e Sartoria della Scala • Architetto Virgilio Marchi

REGISTRAZIONE SONORA WESTERN ELECTRIC • STABILIMENTI DI TIRRENIA


LA TRAMA. La lezione di ballo alla Scuola del Teatro alla Scala di Milano, è terminata. La prima ballerina Luzìa accompagna il maestro sostituto Guido Vernieri fin sulla soglia del palcoscenico dove il giovane è attratto dalla musica della "Fanciulla del West". Allontanato bruscamente dal direttore di scena, egli sfoga il suo malumore con un collega già illustre, il Maestro Ponti, il quale benevolmente si informa di "Regina della Scala", l'opera che Vernieri sta componendo, ispirandosi alla leggenda della fondazione del teatro. Ad una festa di beneficenza nel salone di un Grand Hotel, dove ha accompagnato al piano la Luzìa e il Corpo di Ballo della Scala, Guido conosce una danzatrice di varietà, Olivia Ferry, che incapricciatasi di lui, gli offre di seguirla in una tournée all'estero. Ma, sedotto dalla sua voce meravigliosa, egli si innamora invece di Marta Bianchi, l'allieva prediletta del Maestro Ponti, corteggiatissima dal celebre editore musicale Moriani. Invitata da questi a servirsi della sua automobile per tornare a casa Marta rifiuta. Essa preferisce il modesto autobus dei suoi compagni, e durante il tragitto Guido le rivela la profonda impressione da lei suscitata nel suo animo.

Dopo qualche tempo ritroviamo Marta a casa sua mentre Guido viene ad annunziarle di aver finito la partitura della sua opera. Marta gli consiglia di rivolgersi a Moriani per farla pubblicare e Guido le promette - sebbene a malincuore - di telefonargli, geloso com'è dell'editore che anche quel giorno le ha mandato un magnifico mazzo di fiori; quindi va alla prova di ballo che si svolge in palcoscenico sotto la sorveglianza della Luzìa. Ad un tratto un usciere viene ad annunziargli che una signora chiede di lui: nell'anticamera c'è Olivia, venuta a reclamare un tango, ch'egli aveva promesso di scrivere per lei, ed a rimproverarlo perchè la trascura e perchè non si lascia convincere a seguirla in tournée all'estero. Ma Guido, richiamato in palcoscenico, la lascia con una vaga promessa di andarla a trovare al Petit Trianon. Mentre Olivia esce, Marta entra per recarsi in Direzione dove è stata improvvisamente chiamata. Le due donne si guardano curiosamente. Quindi Marta, appreso che debutterà nella parte di Egloge nel "Nerone", va in sala di prova da Ponti per ringraziarlo del suo appoggio e della sua fede in lei. Dopo la brillantissima prova generale del "Nerone" tutti gli amici di Marta si radunano in casa di Luzìa per festeggiare l'avvenimento. Anche Guido annunzia in questa occasione dì aver consegnato la sua opera all'editore e tutti si congratulano con lui, mentre Marta dichiara che sarà lei la interprete di "Regina della Scala". Prendendo lo spunto da una frase di Ponti, Marta canta ora scherzando "Una voce poco fa..." e Guido l'accompagna al pianoforte. Luzìa, guardando, comprende i sentimenti dei due innamorati e di questa rivelazione ha conferma poco dopo quando, trovandosi per caso presso la finestra, scorge proiettate sul muro del cortile le ombre di Marta e di Guido che si baciano. Il giorno dopo Guido, si reca da Moriani per avere una risposta circa la pubblicazione della sua opera, e Moriani gliela rifiuta, con molta gentilezza, ma nettamente. A questo colpo si aggiunge una telefonata di Marta, alla quale Moriani, fra mille complimenti, promette di accompagnarla alla prima del "Nerone" la sera stessa. Addolorato e ingelosito, Guido esce bruscamente dallo studio dell'editore e va da Marta cha non trova a casa. Sempre più irritato, Guido si reca alla Scala e in una delle automobili che sfilano sotto il portico del teatro, vede Marta in conversazione con Moriani. Allora, invece di andare a prendere il suo posto alla Scala, Guido va al Petit Trianon e mentre alla Scala sotto la direzione di Mascagni, si svolge la rappresentazione del "Nerone", egli assiste alla Carioca, danzata da Olivia e da due negri, nell'equivoco ambiente del caffè concerto. Intanto alla Scala la sua assenza viene notata; fortunatamente Ponti va a prendere il suo posto, avendo saputo che egli non è in teatro, e dopo la rappresentazione, quando va a congratularsi con Marta per il suo successo, trovandola addolorata per l'assenza di Guido, cerca di farle coraggio, ricordandole che per il momento essa deve pensare soltanto alla sua arte, al pubblico che l'ammira ed alla critica. Guido invece in quello stesso istante entra nel camerino di Olivia, alla quale comunica la sua decisione di rinunziare alla vecchia vita. Felice dell'insperata conquista, Olìvia fa subito brillanti progetti di futura collaborazione... Il giorno dopo Guido Vernieri va dal Maestro Ponti al Museo della Scala, per salutarlo prima di partire; ma Ponti lo richiama al suo dovere, additandogli altri esempi di lotte e sacrifìci nella storia della Scala, a cominciare dal Piermarini e dal Salieri. Due manichini, esposti nel Museo, si animano e diventano davvero due cavalieri del settecento. Appare Madame Chautemps, famosa cantante dell'epoca, che invitata dall' Intendente Trotti viene ad inaugurare la Scala nel 1778. La smorfiosa cantante ha però ormai perduta la voce e la Commissione nominata per verificare l'acustica del teatro, non riesce neanche a sentire i suoi gorgheggi. La colpa viene naturalmente attribuita all'architetto e l'intendente dispone la sospensione dei lavori. Costernato e addolorato, il Piermarini conduce l'amico Salieri nel suo studio e gli mostra i disegni e i calcoli, secondo i quali non può avere sbagliato la costruzione. I due decidono di tornare in teatro per vedere se qualche impalcatura o qualche tenda può avere impedito l'espandersi del suono, e con viva sorpresa scorgono sul palcoscenico una fanciulla, che ha il viso di Marta Bianchi, mentre canta al cembalo con voce purissima la romanza del Salieri. È un'allieva della scuola che ama il Piermarini e vorrebbe aiutarlo dimostrando la perfetta acustica del teatro. Ed è poi la stessa fanciulla che interpreta la parte di "Europa Riconosciuta" nell'opera del Salieri, che inaugura la Scala. Ritroviamo ora Ponti e Guido fra le quinte del palcosceniso, che si avviano verso il ballatoio dal quale Guido deve dare il riporto di battuta alle trombe dell' "Otello" durante la prova generale. Per far presto, prendono il montacarichi delle scene, e, mentresalgono, Ponti indica a Guido i cartelli delle opere, ognuna delle quali è stata una battaglia, specie quelle verdiane che rappresentano le grandi prove del genio al servizio dell'idea patriottica. Sulla tempesta dell' "Otello" nasce così un'altra rievocazione storica: ecco il caffè Martini, dove Verdi, Gagliani, Ricordi e la cantante Marini (che ha anche essa il viso di Marta) si ritrovano dopo il fiasco di "Un giorno di Regno" e dove Verdi, scoraggiato e triste, viene incitato a rimettersi al lavoro per la causa santa dell'indipendenza italiana. Ecco il Governatore di Milano, durante un ballo nel suo fastoso palazzo, mentre irride ai patrioti ed al melodramma italiano: ecco il complotto ordito dalla prima ballerina dell'epoca (che ha il viso di Luzìa) e da Gagliani, i quali approfittando di un veglione dato dallo stesso Governatore in onore del Corpo di Ballo, improvvisano alla Scala una dimostrazione patriottica, lanciando coccarde tricolori al pubblico che sorge esultante in piedi, cantando il coro del "Nabucco" intonato dalla stessa Marini dall'alto della galleria. Guido, conquistato dalle parole di Ponti, apre, come per liberarsi dal suo smarrimento, una finestra che dà in piaza della Scala. Il sole invernale di Milano investe il suo viso agitato mentre Ponti gli parla della bontà di Marta, delle lotte che ha dovuto sostenere nella sua vita, del dolore che egli le ha causato. Scendono ora in uno dei palchi della sala vuota e assistono muti al duetto d'amore di Otello e Desdemona la cui parte è sostenuta da Marta; Guido è profondamente commosso, e Ponti si reca nel camerino di Marta, che ansiosamente gli chiede notizie di lui. Spiegato l'equivoco in cui il giovane è caduto, Ponti può finalmente confortare Marta, assicurandola che Guido tornerà a lei. Infatti, Guido riprende la sua vecchia vita e torna più sollevalo alla quotidiana lezione di ballo. Ma scendendo le scale con Luzìa ode improvvisamente la sua musica che giunge dalla sala di audizione; entra e scorge Marta che, accompagnata da Ponti, canta la romanza della sua opera "Regina della Scala" dinanzi al Direttore del Teatro. Luzìa comprende che ogni speranza di conquistare l'amore di Guido è ormai perduta per lei perchè egli ha ritrovato la sua arte e la sua donna. Nella sala di audizione, intanto, il canto è cessato e, mentre il Direttore ringrazia Ponti per avergli segnalato l'opera, Marta corre incontro a Guido e i due innamorati si abbracciano, riconciliati, nella gioia dell'amore e nella gloria dell'arte.

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